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domenica 14 agosto 2011
giovedì 26 maggio 2011
Il fatto è che nn voglio essere platonica nei confronti di me stessa. Sono profondamente sconfitta dal mondo in cui vivo. Mi sono allontanata solo per un certo tempo a causa della sconfitta e perchè sentivo che anche gli altri erano sconfitti. Allora mi sono chiusa in una individualità che, se non ci fossi stata attenta avrebbe potuto trasformarsi in solitudine isterica e contemplativa.
giovedì 20 gennaio 2011
E riflettè sulla crudele necessità di amare.
"E riflettè sulla crudele necessità di amare.
Riflettè sulla malignità del nostro desiderio di essere felici.
Riflettè sulla ferocia con la quale desideriamo giocare e sul numero di volte in cui uccidiamo per amore.
Guardò allora il figlio furbetto come se guardasse un pericoloso estraneo ed ebbe spavento della propria anima che più del corpo aveva generato quell'essere adatto alla vita e alla felicità.
Così lei contemplò con curiosità e con una fierezza sconsolata quel bimbetto, cui mancavano già gli incisivi, l'evoluzione in atto, un dente che cade, perchè ne spunti un altro chemorda meglio. "
(LEGAMI FAMILIARI di CLARICE Lispector)
giovedì 13 gennaio 2011
Io non dico di avere molto, ma ho ancora la ricerca intensa.....
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| Clarice Lispector |
E non piango, se un giorno sarà necessario, griderò, Lori.
Sono in piena lotta e sono molto più vicino di te a quello che chiamiamo povera vittoria umana, ma è vittoria.
Guarda tutti quelli che ti stanno attorno e renditi conto di che cosa facciamo di noi.
Non accettiamo ciò che non si capisce perchè non vogliamo passare per ingenui.
Accumuliamo cose e sicurezze perchè non riusciamo ad averci reciprocamente.
Non abbiamo allegria che non sia stata già catalogata.
Costruiamo cattedrali e ne rimaniamo fuori perchè le cattedrali che noi stessi costruiamo, temiamo che siano trappole.
Non ci consegnamo a noi stessi poichè questo sarebbe l'inizio di una vita vasta, e noi la temiamo.
Evitiamo di cadere in ginocchio davanti al primo di noi che per amore dica: hai paura.
Cerchiamo di salvarci ma senza usare la parola salvezza, per non vergognarci di essere innocenti.
Non usiamo la parola amore per non doverne riconoscere il suo intreccio d'odio, d'amore e di tante altre contraddizioni.
Teniamo segreta la nostra morte per rendere possibile la nostra vita.
Dissimuliamo con falso amore la nostra indifferenza, sapendo bene che la nostra indifferenza è angoscia dissimulata.
Dissimuliamo con la paura piccola la paura più grande e perciò non parliamo mai di ciò che realmente importa."
Non usiamo la parola amore per non doverne riconoscere il suo intreccio d'odio, d'amore e di tante altre contraddizioni.
Teniamo segreta la nostra morte per rendere possibile la nostra vita.
Dissimuliamo con falso amore la nostra indifferenza, sapendo bene che la nostra indifferenza è angoscia dissimulata.
Dissimuliamo con la paura piccola la paura più grande e perciò non parliamo mai di ciò che realmente importa."
(tratto da"Un apprendistato o il libro dei piaceri" di Clarice Lispector)
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